Cassazione: è stupro anche se lei ci ripensa durante il rapporto

Roma - La Corte di Cassazione oggi si è pronunciata circa la sentenza di un processo a un giovane di Novara accusato di stupro e stalking.
Il ventitreenne, condannato a tre anni e sei mesi per stalking e violenza sessuale, aveva costretto una ragazzina a pratiche sadiche, la sua difesa aveva però sostenuto che "trattandosi di un rapporto sadomaso, non si potrebbe ritenere che in ogni momento l'imputato avesse l'obbligo di verificare la persistenza del consenso".
La Consulta invece ha sentenziato invece che "Il consenso della vittima agli atti sessuali deve perdurare nel corso dell'intero rapporto senza soluzioni di continuità". L'Alta Corte ha condannato lo stupratore aggiungendo nella motivazione: "Integra il reato di violenza sessuale la condotta di chi prosegue un rapporto sessuale, quando il consenso della vittima, originariamente prestato, venga poi meno a causa di un ripensamento o della non condivisione della modalità di consumazione del rapporto".
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