Italia in caduta libera verso il baratro: record dei fallimenti nel primo trimestre

L'Italia nell'occhio del ciclone della crisi e chi ne paga le conseguenze sono gli italiani. Le aziende continuano a chiudere inesorabilmente, alimentando fortemente il circolo vizioso nella quale il Belpaese è entrato ormai da qualche anno. Nel primo trimestre di quest'anno è stato raggiunto un nuovo triste record: i fallimenti delle imprese.
Secondo i dati Cerved sarebbero 3.500 le procedure avviate.
Oltre ai fallimenti crescono anche le liquidazioni: nei primi tre mesi dell'anno in corso sono state 19mila le aziende in bonis, ossia senza precedenti procedure concorsuali, a chiudere volontariamente l'attività.
Ancor più preoccupante è il fatto che dallo studio del gruppo specializzato nell'analisi delle imprese e nei modelli di valutazione del rischio di credito si evince che il fenomeno più rilevante è il forte incremento dei concordati preventivi, che fanno registrare un aumento del 76% su base annua, un boom che porta al 13% l'incremento delle procedure di insolvenza diverse dai fallimenti.
"Un'analisi sui dati del Registro delle imprese - ha reso noto lo studio - indica che all'origine di questo incremento vi sono le nuove norme con cui è stata riformata la disciplina fallimentare e, in particolare, l'introduzione del cosiddetto 'concordato in bianco'".
Dal punto di vista territoriale il primo trimestre del 2013 ha segnato un cambio di tendenza dei fallimenti: è il Nord-Est ad aver fatto registrare una forte impennata delle procedure, con un incremento di quasi un quarto rispetto al primo trimestre del 2012 (+24%).
Situazione critica comunque anche nel Nord-Ovest (+15%) e in percentuale leggermente minore nel Centro-Italia (+9%), nel Sud e nelle Isole (+3%).
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