Gela, ingente fuoriuscita di petrolio dalla raffineria Eni: la procura sequestra impianto

Gela - Fuoriuscita di petrolio stamane da una tubazione dell'impianto Topping, nella raffineria Eni di Gela. L'ingente perdita di petrolio ha fatto scattare stamani l'emergenza ambientale: il greggio, riversatosi sul canale di scarico dell'acqua marina usata per il raffreddamento di talune apparecchiature della fabbrica, ha raggiunto la foce del fiume Gela. Una colata di poltiglia nera rischia di inquinare il mare e la spiaggia a est della città.
Immediatamente si sono attivate le procedure di emergenza anche della Capitaneria di porto che ha mobilitato le imbarcazioni antinquinamento, le quali hanno disteso le panne galleggianti per impedire al petrolio di espandersi nelle acque attorno alla foce del fiume e, con le idrovore, lo stanno recuperando a bordo dei natanti appositamente attrezzati.
Adesso la situazione sembra tenuta sotto controllo. Una parte di greggio però era stata già trascinata dalla corrente prima che intervenissero i mezzi per la bonifica e si cerca di eliminarla. Mobilitate le squadre della sicurezza aziendale. All'interno dell'impianto Topping, operai e tecnici della manutenzione hanno bloccato la perdita e stanno cercando di appurare la causa che l'ha determinato.
L'azienda ha avviato un'indagine interna, ma anche la procura della Repubblica del tribunale di Gela, informata dell'episodio, ha aperto un fascicolo. Il procuratore della Repubblica, Lucia Lotti, ha anche disposto il "sequestro per esigenze probatorie e di cautela" dell'impianto "Topping 1", presso la raffineria.
Le indagini, avviate dalla direzione aziendale e dalla capitaneria di porto, hanno permesso di accertare una serie di concause all'origine del disservizio. Una nota della procura riferisce dell'avvenuta "rottura di uno scambiatore di calore asservito all'impianto" con conseguente "fuoriuscita dell'emulsione (misto di acqua e greggio) dallo scarico". A questo si sarebbe aggiunto "il mancato funzionamento della valvola di sicurezza destinata ad impedire la fuoriuscita dell'emulsione stessa, nonché il difetto, nel loro complesso, delle manovre di sicurezza.
"Solo il fermo totale dell'impianto, avvenuto a distanza di circa un'ora dal verificarsi del problema ha posto fine allo sversamento". Sono ancora al lavoro i mezzi per il disinquinamento delle acque del fiume Gela e del mare, assieme alla pulizia del tratto di costa antistante la foce. Il procuratore, Lotti, ha reso noto che "in relazione ai fatti di inquinamento delle acque e dell'habitat del fiume, si procede per i reati previsti dal codice dell'ambiente, nonché per danneggiamento aggravato e disastro innominato colposo", ha dichiarato il procuratore.
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