Ruby, altra stangata per Berlusconi: pm chiedono 6 anni di carcere

Pesante anzi pesantissima la richiesta richiesta avanzata dal pm Ilda Boccassini, al termine della requisitoria nel processo Ruby in cui Silvio Berlusconi è imputato di concussione e prostituzione minorile. Il pm ha chiesto che il premier fosse condannato a sei anni di reclusione e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
La notizia ha immediatamante fatto il giro sui principali media del mondo. Nella richiesta di condanna, i due reati vanno riuniti sotto 'il vincolo della continuità normativa'. Pertanto, cinque anni riguardano il primo reato, quello di concussione, un anno il secondo, quello di prostituzione minorile. La Boccasino ha inoltre richiesto l'interdizione dai pubblici uffici del Cavaliere per sei anni.
Silvio Berlusconi, che non ha assistito alla requisitoria, ha così commentato le parole della Boccassini: "Non mi è stato possibile ascoltare la requisitoria. Ho letto le agenzie. Che devo dire? Teoremi, illazioni, forzature, falsità ispirate dal pregiudizio e dall'odio, tutto contro l'evidenza, al di là dell'immaginabile e del ridicolo. Ma tutto è consentito sotto lo scudo di una toga. Povera Italia!". Anche Niccolò Ghedini, il legale del Cavaliere, ha stigmatizzato la richiesta di condanna: "E' una richiesta molto alta, altissima se rapportata al fatto storico contestato", ha affermato l'avvocato.
Secondo il pm milanese, Ruby certamente si prostituiva e, ironia del caso, nella requisitoria ha ribadito l'importanza della tutela del minore contemplata in due leggi importanti, la numero 38 del febbario 2006, e quella del marzo 2008, entrambe fortemente volute dal governo Berlusconi.
La difesa di Silvio Berlusconi parlerà il 3 giugno, mentre è stata fissata per il 24 giugno un'altra udienza per la sentenza ed eventuali prediche. Intanto Berlusconi prova a difendersi con ogni mezzo a sua disposizione: è andato in onda ieri sera, sulla rete ammiraglia di Mediaset, la trasmissione intitolata "La guerra dei vent'anni: Ruby, ultimo atto". Si è trattato di uno speciale che ha dato a Berlusconi la possibilità di esprimere la propria linea difensiva sul caso Ruby e di attaccare ancora una volta la 'magistratura politicizzata'. Anche Ruby di cui la Boccassini ha sottolineato 'la furbizia orientale', suscitando non poche polemiche, ha affermato che le cene ad Arcore non erano nulla di sconveniente ma "normalissime" e che non ha mai avuto con Berlusconi "rapporti sessuali".
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