Mediaset, Berlusconi condannato a 4 anni di reclusione dalla corte d'Appello

Milano - Nel processo Mediaset, Silvio Berlusconi è stato condannato anche in appello. Confermato il primo verdetto: 4 anni di reclusione, cinque di interdizione dai pubblici uffici e per tre dal dirigere ogni società, oltre ad una provvisionale da 10 milioni. Dopo quasi sei ore di camera di Consiglio, a sera inoltrata, i giudici di secondo grado confermano in tutto la prima sentenza (confermata anche l'assoluzione per il presidente Mediaset Confalonieri, insieme ad altre due; e le condanne, tra gli altri, pure del produttore tv Frank Agrama).
Il Cavaliere è ritenuto colpevole di una frode fiscale da 7 milioni nella compravendita nel 2002/2003 dei diritti tv, per creare fondi neri. Se con l`indulto il carcere si riduce ad un solo anno, a preoccupare il Cavaliere è soprattutto quella pena accessoria, dalle evidenti ricadute politiche: in caso di condanna definitiva infatti, dopo la Cassazione la giunta di Palazzo Madama dovrebbe votare la decadenza di Berlusconi dallo scranno di senatore.
La condanna però rischia di andare in prescrizione, visto che il processo va avanti da 10 anni e, inoltre, incombe anche l`incognita della Consulta, chiamata a decidere sul conflitto di attribuzione sollevato nel 2010 da Palazzo Chigi, per un legittimo impedimento non riconosciuto all`allora premier. La difesa di Berlusconi aveva chiesto un nuovo stop, ma la Corte è andata dritta a sentenza. Perché "quella pronuncia ora - spiegano i giudici - non è decisiva". E` "la forza delle prevenzione che è andata al di là della forza dei fatti", si infuria l`avvocato Nicolò Ghedini, che non vede però a rischio la tenuta del governo. "E` una pessima sentenza, che ci aspettavamo", chiosa. Col pensiero già rivolto alla Cassazione.
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