Ucciso nella sua bottega, gli investigatori vicini all'assassino

Milano - Sviluppi sul caso dell'omicidio di Parviz Gorjian, l'iraniano commerciante di tappeti e pietre preziose, ucciso giovedì sera nel suo magazzino di piazza Tripoli. Le telecamere posizionate accanto all'ingresso del deposito, poco sopra la porta, hanno ripreso la sagoma di un uomo. I militari del nucleo investigativo stanno lavorando sulla sua identità. Secondo gli investigatori, chi è entrato al civico 7 conosceva bene Parviz, 79 anni e una vita irreprensibile. E con tutta probabilità, con lui, aveva un appuntamento.
Gli inquirenti stanno ricostruendo gli ultimi giorni di vita del commerciante attraverso lo studio dei tabulati telefonici e gli appuntamenti sull'agenda che l'uomo annotava scrupolosamente. Una vita abbastanza metodica quella di Parviz Gorjian, quasi ogni giorno si recava nel seminterrato-ufficio con la metropolitana, anche se non aveva orari fissi. Giovedì deve avere incontrato il suo assassino nel pomeriggio, direttamente in ufficio.
Gorjian pare gli abbia aperto la porta e poi la discussione sfociata nell'aggressione rabbiosa. I carabinieri hanno un'altra certezza. Chi lo ha assalito lo voleva uccidere. Lo dimostrano la quantità di colpi inferti sul corpo dell'uomo. Tanti, al punto da fracassargli la testa e procuragli una forte fuoriuscita ematica. I segni delle botte sono comunque dappertutto.
Descritto da quanti lo conoscevano, come un uomo elegante, raffinato, quel giorno indossava un completo spezzato marrone, giacca e cravatta erano però la sua uniforme, anche quando non doveva incontrare clienti. Altra certezza. Di tracce lasciate dall'assassino ce ne sono tante. A partire dal dna, che può aiutare nell'ipotesi di un confronto con un eventuale sospettato, poi ci sono le tracce genetiche.
Il luogo del delitto è stato analizzato senza timori di contaminazioni. Quando i carabinieri sono arrivati in piazza Tripoli l'uomo era morto da qualche ora e fino alle sei del mattino, prima della chiamata al 118, hanno repertato in maniera scrupolosa. L'assassino non doveva essere un professionista, questo rende più facile le indagini, perché chi agisce d'impulso lascia spesso la firma. I carabinieri da subito si sono concentrati sulla pista degli affari. Una lite per motivi economici. Parviz commerciava ancora, dopo la chiusura del negozio storico in via Bande Nere. Era anche un'esperto perito di tappeti pregiati, per acquisti importanti o aste.
Gli inquirenti stanno ricostruendo gli ultimi giorni di vita del commerciante attraverso lo studio dei tabulati telefonici e gli appuntamenti sull'agenda che l'uomo annotava scrupolosamente. Una vita abbastanza metodica quella di Parviz Gorjian, quasi ogni giorno si recava nel seminterrato-ufficio con la metropolitana, anche se non aveva orari fissi. Giovedì deve avere incontrato il suo assassino nel pomeriggio, direttamente in ufficio.
Gorjian pare gli abbia aperto la porta e poi la discussione sfociata nell'aggressione rabbiosa. I carabinieri hanno un'altra certezza. Chi lo ha assalito lo voleva uccidere. Lo dimostrano la quantità di colpi inferti sul corpo dell'uomo. Tanti, al punto da fracassargli la testa e procuragli una forte fuoriuscita ematica. I segni delle botte sono comunque dappertutto.
Descritto da quanti lo conoscevano, come un uomo elegante, raffinato, quel giorno indossava un completo spezzato marrone, giacca e cravatta erano però la sua uniforme, anche quando non doveva incontrare clienti. Altra certezza. Di tracce lasciate dall'assassino ce ne sono tante. A partire dal dna, che può aiutare nell'ipotesi di un confronto con un eventuale sospettato, poi ci sono le tracce genetiche.
Il luogo del delitto è stato analizzato senza timori di contaminazioni. Quando i carabinieri sono arrivati in piazza Tripoli l'uomo era morto da qualche ora e fino alle sei del mattino, prima della chiamata al 118, hanno repertato in maniera scrupolosa. L'assassino non doveva essere un professionista, questo rende più facile le indagini, perché chi agisce d'impulso lascia spesso la firma. I carabinieri da subito si sono concentrati sulla pista degli affari. Una lite per motivi economici. Parviz commerciava ancora, dopo la chiusura del negozio storico in via Bande Nere. Era anche un'esperto perito di tappeti pregiati, per acquisti importanti o aste.



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