Arrivano i Depeche Mode: esplode San Siro

In Italia sono considerati veri e propri idoli da anni e Dave Gahan e soci, ovvero i Depeche Mode, lo sanno bene. E così, quando giunge il momento di dar vita a un concerto nel bel paese, questo diventa uno di quelli che difficilmente si potrà cancellare dalla propria memoria.
Ecco per l'appunto cosa è accaduto nella serata di giovedì 18 luglio, quando allo stadio San Siro ben sessantamila fan urlanti hanno cantato, dal basso dello stage ogni singola canzone, unendo le loro voci all'unisono con quella di Gahan.
Iniziano poco dopo le nove con Welcome to my world, emozionando i tantissimi ventenni presenti ma, ed è questa la cosa straordinaria dei Depeche Mode, anche molti cinquantenni e quarantenni, che hanno scelto gli album della band inglese come propria personale colonna sonora.
L'esperienza che dona questa band è alquanto vecchio stile, il che al giorno d'oggi è senza dubbio una nota positiva e distintiva.
Viene accantonata la dipendenza generale alla tecnologia, che è comunque presente, ma resta spesso in disparte, lasciando spazio alla voce, alla musica e ai brividi del pubblico.
Un'esperienza fatta dunque di tensioni ed emozioni continue, splendidamente sprigionate grazie all'alchimia comprovata del gruppo, alle doti musicali eccellenti di Fletcher e Gore e alla capacità di tener quasi da solo il palco di Gahan.
Infine, per rendere quest'esperienza unica non solo musicalmente ma anche visivamente, sui maxi schermi si sono susseguite le spettacolari foto dell'artista olandese Anton Corbjin.
Ecco per l'appunto cosa è accaduto nella serata di giovedì 18 luglio, quando allo stadio San Siro ben sessantamila fan urlanti hanno cantato, dal basso dello stage ogni singola canzone, unendo le loro voci all'unisono con quella di Gahan.
Iniziano poco dopo le nove con Welcome to my world, emozionando i tantissimi ventenni presenti ma, ed è questa la cosa straordinaria dei Depeche Mode, anche molti cinquantenni e quarantenni, che hanno scelto gli album della band inglese come propria personale colonna sonora.
L'esperienza che dona questa band è alquanto vecchio stile, il che al giorno d'oggi è senza dubbio una nota positiva e distintiva.
Viene accantonata la dipendenza generale alla tecnologia, che è comunque presente, ma resta spesso in disparte, lasciando spazio alla voce, alla musica e ai brividi del pubblico.
Un'esperienza fatta dunque di tensioni ed emozioni continue, splendidamente sprigionate grazie all'alchimia comprovata del gruppo, alle doti musicali eccellenti di Fletcher e Gore e alla capacità di tener quasi da solo il palco di Gahan.
Infine, per rendere quest'esperienza unica non solo musicalmente ma anche visivamente, sui maxi schermi si sono susseguite le spettacolari foto dell'artista olandese Anton Corbjin.



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